Un gioco che abbiamo nel DNA

Seguiamo il calcio sin da bambini, come se la passione per questo gioco sia nel nostro DNA. Le regole sono semplici. La stragrande maggioranza degli appassionati non le ha mai lette nel dettaglio, perché spiegate dai genitori, nonni o fratelli maggiori. Si sono apprese con il tempo. Guardando le partite. Neanche i calciatori in verità le hanno mai lette nel dettaglio, idem moltissimi allenatori, senza parlare dei dirigenti, sopratutto a livello dilettantistico.

Con questa rubrica proveremo tutti insieme a migliorare da questo punto di vista, raccontando le regole del gioco del calcio una alla volta.

Il calcio affonda radici in epoche lontanissime ed è arrivato ai giorni nostri dopo tanti cambiamenti nel corso degli anni. Correre dietro a un pallone… forse per l’uomo non c’è niente di così semplice e naturale.

La FIFA, la federazione internazionale che governa il calcio moderno, fa risalire ai cinesi la nascita del calcio odierno. Tra il terzo e il secondo millennio a.C., infatti, in Cina si praticava il Tsu’chu, un gioco militare con la palla in cui due squadre, rimanendo all’interno di un campo rettangolare, dovevano calciare un pallone tra due canne di bambù senza toccarlo con le braccia

Per secoli i giochi con la palla sono stati praticati con poche e confuse regole, ma con tanta violenza, tanto che spesso ci scappava il morto. Per questo motivo si decise di scrivere un testo che raccogliesse le regole di questo sport. Queste regole sono state modificate e integrate nel tempo, fino ad arrivare ai giorni nostri, dove è stato introdotto l’uso della tecnologia in campo.

Storia del regolamento

Nel 1848 le regole del calcio vennero messe nero su bianco. Furono gli inglesi a stabilirle, nelle cosiddette Regole di Cambridge, per dare una regolamentazione alle gare giocate dalla squadra della prestigiosa università locale. Queste vennero poi integrate nel 1857 dalle Sheffield Rules, ideate dai fondatori dello Sheffield Football Club

Nel 1877, le Sheffield Rules vennero inglobate dalle regole della Football Association, la federazione calcistica inglese, che insieme a quelle di Scozia, Galles e Irlanda fondò nel 1886 l’International Football Association Board (IFAB) per creare un insieme di regole comuni per il gioco del calcio.

Il calcio di rigore

Nei primissimi anni di vita dell’IFAB, le modifiche al regolamento furono rilevanti. Dopo un periodo di assestamento, le modifiche divennero meno frequenti. Il calcio di rigore venne introdotto nel 1891 su suggerimento del portiere del Milford Everton, William McCrum, e cinque anni più tardi le misure del terreno di gioco vennero fissate a quelle attuali.

Il recupero

Il tempo di recupero venne introdotto dopo un bizzarro episodio avvenuto in una partita del 1892: nella gara tra Stoke e Aston Villa, lo Stoke perdeva 1-0 e conquistò un calcio di rigore a due minuti dalla fine. William Dunning, portiere dell’Aston Villa, calciò il pallone fuori dal campo, ma quando la sfera venne recuperata era già passato il 90º minuto, così l’arbitro fu costretto a decretare la fine dell’incontro senza far battere il rigore.

Durata, punizioni e numero di giocatori

Nel 1897 fu deciso che la durata di una partita dovesse essere di novanta minuti e che il numero di giocatori per squadra dovesse essere di undici uomini. Nel 1902 vennero introdotte la linea di metà campo, l’area di rigore e l’area di porta, utilizzata per posizionare il pallone per il calcio di rinvio. Un anno dopo vennero introdotti i calci di punizione diretti e la norma del vantaggio.

Sostituzioni e sanzioni

Nei successivi 40 anni furono apportati pochi cambiamenti al regolamento, complici anche le due guerre mondiali. Nel frattempo il calcio stava diventando un fenomeno di massa e le discussioni sulle modifiche diventarono sempre più dibattute. Nel 1958 vennero introdotte le sostituzioni, ma solo per il portiere nel caso si infortunasse. Le sostituzioni aperte anche ad altri ruoli si videro per la prima volta nel mondiale del 1970 in Messico. Durante la competizione furono usati per la prima volta anche i cartellini gialli e i cartellini rossi per sanzionare i giocatori. Sempre nel 1970 ci fu l’introduzione dei calci di rigore per decidere la vincente di una gara terminata in pareggio.

Anni 90 e modifiche

Per impedire perdite di tempo da parte dei portieri, dal 1992 l’estremo difensore non può raccogliere con le mani un retropassaggio di piede di un proprio compagno di squadra, pena un calcio di punizione indiretto per gli avversari. Dal 1996, se l’arbitro applica il vantaggio e questo non si concretizza immediatamente, può tornare indietro sulle sue decisioni e punire l’infrazione.

La simulazione

Nel 1999 vennero inserite due regole molto importanti per rafforzare la credibilità del calcio.  Fu riconosciuta la simulazione che da allora viene punita con l’ammonizione per comportamento antisportivo.

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