A un passo da diventare allenatore è volato in cielo
Nella memoria di molti, il calcio è spesso associato a momenti di passione, emozione e legami speciali che si creano tra i giocatori e i loro tifosi. Una di queste figure che ha lasciato n’impronta indelebile nel cuore di chi lo ha conosciuto è Roberto Dore.
Chi era Roberto Dore?
Cuore e guanti, questo è stato Roberto Dore, un noto portiere italiano che ha lasciato un segno nella storia del calcio, in particolare con la sua esperienza nel Cagliari negli anni ’80.

Nato il 29 marzo 1960 a Gonnostramatza, in provincia di Oristano, Dore ha dimostrato un grande talento nel ruolo di portiere fin dalla giovane età. Successivamente, ha avuto esperienze con altre squadre come la Pro Patria e il Parma, ma è tornato al Cagliari nel 1985 per un biennio nella Serie B, disputando 22 partite.
Così lo ricorda Ivo Pulga, suo ex compagno di squadra nel Cagliari: “Nonostante siano passati tanti anni,di sicuro ricordo la sua professionalità sul lavoro e la grandezza umana che aveva nei confronti di tutti, sempre educato, allegro e disponibile.”


Nel 1987 il suo Cagliari affronta il Napoli in semifinale di Coppa Italia, dopo aver eliminato Torino e Juventus. All’andata viene superato all’81° da un certo Diego Armando Maradona, che porta la vittoria ai partenopei, al ritorno non c’è storia ma Roberto fa la sua bella figura in entrambe le gare.

di Giacomo Dore
La sua carriera calcistica lo ha portato a giocare anche per Venezia, Messina e Ternana, dove ha terminato la sua carriera nel 1993.


L’allenatore degli angeli
Il suo desiderio di contribuire al mondo del calcio lo portano, a settembre del 2012, a iniziare il suo percorso per ottenere la qualifica UEFA B e diventare allenatore. Tragicamente, la sua carriera e la sua vita sono state spezzate dall’attacco cardiaco che ha subito l’11 dicembre 2013, a soli 53 anni. Siccome la vita è beffarda, Roberto aveva appena terminato il suo corso per diventare allenatore e avrebbe dovuto tenere l’esame per ottenere la sua qualifica.

Lo ricorda mister Pietro Olianas, segretario dell’A.I.A.C. provinciale di Nuoro dove Roberto ha seguito il corso: “Ho conosciuto Roberto durante il Corso per Allenatori UEFA B, organizzato dall’A.I.A.C. Sardegna, al quale lui ha partecipato a Nuoro. Di lui mi hanno colpito sin da subito i modi signorili, sempre umile e cordiale con tutti. Ho instaurato con lui un rapporto di amicizia reciproca. Amava il calcio, parlavamo delle nostre esperienze, lui da calciatore professionista e io da tecnico. Condividevamo l’importanza dei settori giovanili per la crescita dei giovani calciatori nonchè l’importanza per loro di avere tecnici/educatori preparati. Spiace sia venuto a mancare così presto proprio quando aveva praticamente concluso il suo percorso. Avrebbe dato sicuramente un buon contributo per la crescita e la valorizzazione dei giovani, considerato anche il suo passato da professionista.”

Un ricordo importante ci arriva dal prof Gianni Di Guida, docente federale e insegnante nel Corso seguito da Roberto. Di seguito le sue parole.
“Roberto Dore ha partecipato al Corso Uefa B a Nuoro nella sessione settembre-dicembre del 2013. Senza citare i nomi dei partecipanti più illustri posso dire che il gruppo di quel corso si è distinto per l’impegno, lo spirito di sacrificio di chi lavorava e di chi viaggiava per partire da Cagliari o Alghero per frequentare il corso.
In quelle settimane di formazione a Nuoro si è creata una empatia ed un’alchimia di amicizie forti e molte attuali dopo dieci anni. Roberto Dore mi ha colpito, da subito, per essere una persona di carattere determinato, equilibrato e professionale come doveva essere un grande portiere ed allo stesso tempo docile e rispettoso dei ruoli, soprattutto quando poneva delle domande, sempre intelligenti, sulle questioni tecniche. Roberto Dore è stata una persona umile e introversa ma a cui piaceva stare con il gruppo e viverlo. Insomma, quello dell’allievo Roberto Dore, è stato un percorso esemplare nella partecipazione, nella dimostrazione di voler apprendere e nella consegna dei lavori pratici assegnati emergendo come uno dei migliori corsisti.
Un allievo,Roberto Dore, sempre pronto a confrontarsi ed aiutare i compagni, non facendo mai pesare la sua provenienza dal professionismo con squadre titolate come Cagliari, Parma, Ternana, Venezia.
La sua scomparsa prematura a 53 anni per infarto la sera prima degli esami ha segnato tutto il gruppo di corsisti, docenti e dirigenti federali. Roberto ha lasciato un senso di vuoto, di smarrimento ed un’incredulità in tutti i partecipanti al corso, rimasti scossi da tale evento. Nella vita capita che ci lasciano le persone migliori, i modelli positivi da seguire, quelli che non dovremmo perdere mai per la loro educazione, la loro coerenza che perseguono nei gesti e nei comportamenti quotidiani ed i valori etici che trasmettono e comunicano agli altri.
La sensazione che rimane in questa esperienza è quella di dire un semplice…
grazie Roberto, grazie per la collaborazione, grazie per il tuo percorso che avrebbe meritato quell’attestato che hai ricercato con cura. Sono felice di averti incontrato e conosciuto anche se solo per un periodo breve. Con stima Gianni Di Guida“

Roberto ha lasciato in tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo il ricordo bellissimo di una persona gentile, generosa, sorridente e pacata che sapeva farsi voler bene. Per me che scrivo e che ero bambino negli anni in cui lui difendeva i colori del Cagliari, è stato un onore condividere con lui il percorso per ottenere l’abilitazione Uefa B anche perchè quel portiere con la maglia grigia mi era rimasto impresso nei ricordi di bambino. Durante il corso con i suoi compagni ha avuto la possibilità di condividere le sue esperienze, le sue conoscenze e la sua personalità unica con chi lo circondava. È stato proprio in queste occasioni che è emerso il vero spirito di Roberto. Oltre il suo passato da calciatore professionista è stata la sua umanità, la sua gentilezza e la sua autenticità a lasciare un’impressione duratura.

Allenatore
Ci piace immaginarlo in campo ad allenare una squadra di angeli ma sarebbe bello se gli venisse riconosciuto il percorso fatto e, anche a distanza di dieci anni, gli fosse conferito quel titolo che tanto avrebbe meritato e al quale ha dedicato tempo e sacrificio.

Non è mai troppo tardi… le deroghe esistono e hanno senso proprio per la loro unicità. L’augurio è che a Coverciano qualcuno prenda in mano questa situazione e faccia ciò che tutti si aspettano, non è mai troppo tardi…
Cuore e guanti:
Roberto Dore, l’allenatore degli angeli
Grazie per la collaborazione a
Mister Giacomo Dore,
Museo Rossoblu;
Mister Pietro Olianas,
Prof. Gianni Di Guida
Mister Ivo Pulga