Conosciamo il tecnico di Tonara

Siamo qui oggi per parlare con Mister Ivan Sau, allenatore proveniente da Tonara, con una vasta esperienza nel settore calcistico giovanile e che negli ultimi anni lo ha visto alla guida “dei grandi”. Con il suo curriculum ricco di esperienze in diverse società e categorie, Mister Sau ci offre un punto di vista unico sull’allenamento giovanile e sull’ambiente calcistico locale.

Iniziamo la nostra chiacchirata…

Puoi raccontarci come hai iniziato la tua carriera di allenatore? Cosa ti ha spinto a intraprendere questa strada?

Prima di rispondere alla tua domanda vorrei ringraziarti perchè Allenatori di Sardegna dà la possibilità a noi mister “in ombra” di esprimere le nostre opinioni, poterci raccontare, esporre le nostree idee e anche farci conoscere. Grazie veramente a questo sito che da un bellissimo servizio a noi mister ma anche agli appassionati di calcio in Sardegna.

Per tornare alla domanda, bisogna partire dal principio… 

Ho un fratello maggiore che sarebbe dovuto essere allenatore, per preparazione, conoscenza del calcio e carattere, ma a causa dei vari incroci della vita purtroppo non è riuscito a sviluppare questa passione. Io nasco dopo e grazie a lui mi sono avvicinato inconsciamente all’area tecnica per una rivalsa personale e non solo, che non sto qui a raccontare. Altro motivo è la passione smisurata che il mio primo figlio ha mostrato per il gioco del pallone sin da subito, ed   una moglie  che ama il calcio (lo ha anche praticato) .  Dopo il mio ritiro dai campi di  gioco  ho avuto  un piccolo rigetto per questo sport ma grazie a loro dal 2013 nasce la mia avventura  da allenatore con un  percorso continuo fatto di corsi e passione e una voglia sempre più grande di confrontarmi  e aggiornarmi. Ci tengo a precisare che ora ne ho due figli  e anche il piccolo, passatempi la battuta, non è nato ballerino. Quindi in famiglia si vive di pane e pallone. Questo connubio e anche un po’ il lavoro che mi ha portato in più posti in Sardegna,mi hanno  permesso di  iniziare questa avventura in vari campi e società dell’Isola,  seguendo ragazzi di ogni età. Avventura che  a oggi non si è ancora fermata (tranne ovviamente nel periodo COVID) ne come passione, né come voglia di aggiornarsi e né come voglia di avere sempre più sfide da affrontare.

Qual è il tuo approccio nell’allenare squadre giovanili e dilettanti? Hai un particolare metodo o filosofia che segui?

Bella domanda… che non ha un risposta ben precisa, perché non ho un solo metodo, ma lo creo in base al materiale umano che io devo allenare. Ho sempre messo in pratica un concetto che dice di  allenare  un bambino con la stessa serietà che si allenano i grandi in modo da ottenere grandi risposte. Prima di iniziare un avventura sia che si  parli di primi calci che di giovanissimi o prime squadre, io cerco di conoscere bene l’ambiente dove devo allenare, poi mi concentro sui ragazzi-bambini  che devo seguire e di loro, oltre studiare il lato tecnico-calcistico, mi piace conoscere tutto, perché credo che solo così da un atleta si può ottenere il meglio. Detto ciò in base alle mie sensazioni faccio un lavoro sui ragazzi concentrandomi in primis sul eliminare nel limite del possibile  i loro singoli difetti  e migliorarne i pregi. Una cosa mi piace curare e che non trascuro mai ed è l’ esaltare il lato tecnico del singolo.

Come cerchi di sviluppare il talento dei giovani giocatori nelle squadre che alleni?

Come ho accennato prima mi piace  curare la tecnica di ogni singolo elemento quasi esaltarla al  massimo. I miei ragazzi sin da giovani devono saper pensare,scegliere e avere coraggio. Odio i burattini e amo, tramite l’allenamento,  esaltare  chi ancora ha il coraggio di saper decidere quando saltare l’uomo o no  e prendersi i giusti rischi, mi piace il giocatore che vede gli spazi  che altri non vedono. In  poche parole mi piace esaltare il talento cosa che in Italia la ossessiva ricerca della  fisicità sta distruggendo completamente. Curo molto nelle mie sedute questi aspetti e prediligo, anche nei grandi, lavorare molto con la palla e,  se vogliamo andare sul lato tattico, che a noi italiani piace tanto, non sono innamorato di un sistema o modulo preciso ma più di una filosofia/identità che esalti ogni giocatore  della squadrain modo che la faccia propria e la porti in campo durante la gara

C’è un momento o un risultato nella tua carriera di allenatore di cui sei particolarmente orgoglioso?

Scegliere un momento non è facile perché porto con me tanti bei momenti dagli anni  con la scuola calcio Tonara dove abbiamo avuto risultati fantastici, agli anni a San Sperate dove con persone uniche  abbiamo creato un qualcosa di irripetibile che solo quel dannato COVID ha potuto interrompere,ma forse alla fine la salvezza dell’ anno scorso con la Polisportiva Desulo è veramente il mio più grande miracolo.

Quali sono i tuoi obiettivi futuri come allenatore?

Dopo questo piccolo periodo di pausa mi piacerebbe un avventura calcistica o con un settore giovanile, dove poter crescere e confrontarmi con ragazzi e mister di un certo livello, o una prima squadra dove la società abbia una elevato senso di appartenenza,una grande passione, la giusta competenza e miri ad ottenere i giusti obbiettivi tramite la  crescita dei propri ragazzi mettendo in primo piano la giusta educazione sportiva .

Ringraziamo il mister Ivan Sau per il tempo che ci ha dedicato e per le sue preziose riflessioni sul mondo dell’allenamento calcistico. Gli auguriamo il meglio per il futuro e continui successi nella sua carriera.

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