Conosciamo meglio il tecnico sassarese

Piergianni Pala, un nome che risuona nel panorama calcistico sardo come una figura di riferimento nel mondo dell’allenamento. Con una carriera costellata da successi e esperienze eterogenee, Pala si distingue non solo per il suo impegno sul campo, ma anche per il suo ruolo istituzionale come Presidente dell’Aiac Sassari e Vice Presidente dell’Aiac Sardegna. Il suo percorso di crescita professionale è stato caratterizzato da una costante aspirazione alla qualità e al raggiungimento di traguardi ambiziosi, culminando con il conseguimento della qualifica UEFA B. Attraverso una serie di incarichi presso diverse squadre agonistiche e settori giovanili, Pala ha dimostrato la sua capacità di adattamento, la sua competenza tecnica e la sua leadership, diventando un punto di riferimento nel calcio regionale.

Qual è stata la tua motivazione principale nel decidere di intraprendere la carriera di allenatore di calcio?

Diciamo che è stata una cosa abbastanza casuale, nel senso che non era mia intenzione fare l’allenatore. Parliamo di ormai 25 anni fa, quando quasi per gioco, ho iniziato a seguire una squadra di bambini dell’Ossese. Da lì è iniziato il mio percorso. Quindi mi sento di dire che la motivazione per fare l’allenatore l’ho avuta successivamente, giorno dopo giorno, anno dopo anno. Quest’anno per la prima volta non ho allenato e devo dire che è stata un’ottima cosa nel senso che sono riuscito a vedere il calcio dal di fuori e ho trovato il tempo per fare delle valutazioni che di sicuro influenzeranno le mie scelte future. Fortunatamente anche non allenando sono comunque dentro il mondo “calcio” in tanti modi e quindi non corro rischio di andare in astinenza.

Come descriveresti il tuo approccio alla gestione delle squadre e alla formazione dei giocatori?

Il mio approccio alla gestione delle squadre e alla formazione dei giocatori si basa su diversi principi fondamentali.
Comunicazione aperta e trasparente: Creare un ambiente in cui i giocatori si sentono liberi di esprimersi apertamente, condividere idee e feedback senza timore di giudizio.
Sviluppo individuale e di squadra: Identificare le forze e le aree di miglioramento di ciascun giocatore e della squadra nel suo complesso. Pianificare sessioni di allenamento e strategie di gioco mirate a sviluppare abilità individuali e a migliorare la coesione di squadra.
Incoraggiare i giocatori a prendersi la responsabilità delle proprie azioni e a fidarsi l’uno dell’altro sul campo. Questo promuove un senso di appartenenza e responsabilità condivisa per il successo della squadra.
Essere disposti a adattare le tattiche e le strategie di gioco in base alle esigenze della squadra e agli avversari. Incentivare la creatività e l’innovazione per trovare soluzioni originali ai problemi sul campo.
Coltivare una mentalità positiva e orientata al successo, incoraggiando i giocatori a imparare dai fallimenti e a rimanere resilienti di fronte alle sfide.
Promuovere un ambiente in cui il duro lavoro e la determinazione sono equilibrati dal divertimento e dallo spirito di squadra. Questo aiuta a mantenere alta la motivazione e l’impegno dei giocatori nel lungo periodo.
In sostanza, cerco di creare un ambiente che favorisca lo sviluppo personale e collettivo dei giocatori, mettendo in risalto l’importanza della collaborazione, dell’impegno e della costante ricerca dell’eccellenza.
Questo è quello che cerco di fare, ma ovviamente non sempre si riesce a fare quello che ci si pone come obbiettivo ma avere le idee chiare sul cosa fare è già una buona base di partenza.

Quali sono le sfide più significative che hai affrontato nel corso della tua carriera e come le hai superate?

Per me ogni anno calcistico è stata una sfida, ho vinto campionati, sono retrocesso, mi sono salvato. Dal punto di vista agonistico non mi sono fatto mancare nulla, ma credo che la vera sfida sia cercare di migliorarsi sempre imparando ogni anno qualcosa soprattutto dagli errori che si commettono.

Qual è il ruolo dell’Aiac Sassari e dell’Aiac Sardegna nel contesto calcistico locale, e in che modo influiscono sullo sviluppo del calcio giovanile e agonistico?

Sicuramente ha un ruolo importante nella formazione dei tecnici che chiaramente si ripercuote nella crescita degli atleti nelle società calcistiche.
Siamo sempre alla ricerca di nuove proposte per incontri formativi di livello che possano stimolare i tecnici al dialogo e al dibattito costruttivo che sicuramente sono indispensabili nella crescita di ognuno di noi.

Guardando al futuro, quali sono i tuoi obiettivi e le tue ambizioni nel mondo dell’allenamento calcistico?

Il mio obiettivo nel mondo dell’allenamento calcistico è quello di continuare a crescere come allenatore e contribuire allo sviluppo dei giocatori a tutti i livelli. L’ambizione è solo cercare  di essere competente , capace di guidare  e  ispirare i giocatori a dare il meglio di sé stessi. Mi piacerebbe anche avere l’opportunità di lavorare con giovani talenti e di contribuire alla loro formazione e crescita nel mondo del calcio o anche far parte di un contesto organizzativo  di livello. In definitiva, desidero lasciare un’impronta positiva nel calcio, sia sul campo che fuori, e continuare a coltivare la mia passione per questo sport mentre aiuto gli altri a realizzare il loro potenziale.

Un grazie di cuore a mister Pala per la sua grande disponibilità e auguri per il suo percoso.

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